Erisimo: la pianta dei cantanti
Una pianta spontanea e resiliente
Come molte piante officinali, anche l’Erisimo (Sisymbrium officinale), comunemente diffuso in terreni abbandonati e ai bordi delle strade, è spesso definito in modo poco felice un’infestante. Ma la sua capacità di diffondersi facilmente riflette un’elevata adattabilità e una ricchezza di risorse. Le piante sviluppano questa resilienza attraverso la sintesi di principi attivi utili alla loro sopravvivenza e al benessere dell’uomo.
Proprietà fitoterapiche e principi attivi
L’Erisimo appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, caratterizzata dalla presenza di glucosinolati, composti che l’organismo converte in isotiocianati. Questi, insieme ad altri attivi come flavonoidi e mucillagini, presenti nel fitocomplesso, mostrano attività antimicrobiche, antinfiammatorie, antiossidanti, mucolitiche, espettoranti ed emollienti.
L’uso dell’Erisimo nella tradizione antica
Benché in antichità queste molecole non fossero note, si conoscevano però le proprietà di Erisimo che ha una lunga tradizione d’uso risalente alla medicina greco-romana: Ippocrate lo utilizzava per trattare le malattie polmonari, Dioscoride e Plinio nelle tossi e negli stati asmatici.
L’erba dei cantanti
In molte lingue europee è noto come “Erba dei cantanti”, mentre il suo vecchio nome di genere, Erysimum, significa “io salvo il canto”: un chiaro riferimento al suo impiego per la voce. Nel 1500 veniva usato nei cori di voci bianche, e la tradizione popolare lo consigliava in caso di afonia e per prevenire le infezioni delle vie respiratorie.
Impieghi moderni e indicazioni
Pur non supportato da una vasta letteratura scientifica, l’uso dell’Erisimo si fonda su solide basi di esperienza e tradizione fitoterapica. È indicato per i disturbi delle alte vie respiratorie: raucedine, afonia, raffreddore, laringite, faringite e catarro. Particolarmente utile per fumatori e professionisti della voce come cantanti, insegnanti e relatori. Della pianta si usano le parti aeree in fioritura, sotto forma di infusi, tinture madri, sciroppi o caramelle.
Controindicazioni e precauzioni
Non sono note controindicazioni alle dosi consigliate. Tuttavia, per precauzione, si sconsiglia l’uso prolungato e in grandi quantità a chi ha sensibilità verso le Brassicaceae, soffre di ipotiroidismo severo o assume farmaci tiroidei, poiché i glucosinolati potrebbero interferire con il metabolismo della tiroide.
Suggerimenti pratici per mal di gola e raucedine
Due suggerimenti in caso di mal di gola o raucedine: fare gargarismi con infuso di Malva e qualche goccia di tintura madre di Erisimo; oppure assumere 5-10 gocce di tintura madre in un cucchiaino di miele, due o tre volte al giorno.
Conclusione
In conclusione, quella che spesso viene definita un’erbaccia nasconde in realtà un prezioso rimedio naturale, utile per le vie respiratorie e la protezione delle corde vocali.
A cura di Deborah Pavanello, Consulente di Naturopatia e Yoga
Bibliografia
- Zorzan M, Zucca P, Collazuol D, Peddio S, Rescigno A, Pezzani R. Sisymbrium officinale, the Plant of Singers: A Review of Its Properties and Uses. Planta Med. 2020 Mar;86(5):307-311. doi: 10.1055/a-1088-9928. Epub 2020 Feb 4. PMID: 32018307.
- Rossi Massimo, Tinture Madri in fitoterapia, Studio Edizioni, 1992, Milano.