Echinacea angustifolia: quale specie scegliere per le difese immunitarie
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Deborah Pavanello Naturopata Naturopata, formatrice, autrice di libri sul benessere, esperta di Hatha Yoga. Responsabile della formazione come consulente esterno per aziende del settore fitoterapico. |
In breve — punti chiave
- Il nome Echinacea deriva dal greco echinos, riccio: il fiore pungente e ruvido, con brattee appuntite, richiama la protezione che la tradizione le attribuisce.
- Le tre specie non sono intercambiabili: E. angustifolia (radice, echinacoside e alchilamidi), E. purpurea (parti aeree, acido cicorico e polisaccaridi, priva di echinacoside), E. pallida (radice, echinacoside, senza alchilamidi).
- Perché scegliere E. angustifolia: il suo fitocomplesso unisce stimolo immunitario e regolazione dell'infiammazione, ed è quindi un immunomodulante.
- In prevenzione si assume di solito per 4-8 settimane, seguite da una finestra terapeutica che può durare fino a un mese.
- È utile anche in acuto, in caso di raffreddore e influenza, per contenere il focus infiammatorio, arginare l'infezione e supportare le difese.
- Cautela negli allergici (le Asteraceae sono tra le famiglie a maggior potenziale allergizzante), in gravidanza, nei bambini sotto i tre anni e in caso di patologie autoimmuni attive o terapie immunosoppressive.
Quando arriva la stagione fredda, echinacea è quasi sempre il primo nome che viene in mente. Molto meno noto è il fatto che sotto quel nome si trovano piante diverse fra loro: specie differenti, parti della pianta differenti, principi attivi differenti. E la scelta cambia il modo in cui la pianta lavora.
In questa guida vediamo che cos'è l'echinacea e da dove arriva, quali sono le tre specie più note e perché Echinacea angustifolia merita un'attenzione particolare, come si colloca fra prevenzione e fase acuta, per quanto tempo si assume e quali sono le situazioni in cui serve il parere di un professionista.
Cos'è l'echinacea: una pianta che porta la protezione nel nome
L'Echinacea è una pianta della famiglia delle Asteraceae. Pungente e ruvida, con brattee appuntite, rivela già nel fiore la sua natura "difensiva". Il nome deriva infatti dal greco echinos, riccio, e richiama la protezione che la tradizione le attribuisce fin dalle origini.
Una pianta del Nuovo Mondo, arrivata tardi in Europa
Le sue origini sono lontane dall'Europa, che la inserì nella farmacopea solo nel XIX secolo. Nel Nuovo Mondo, invece, i nativi la utilizzavano già da secoli per ferite, morsi, dolori e disturbi respiratori.
Era anche una pianta totemica: un sacchettino con la radice accompagnava guerrieri e cacciatori come protezione.
Angustifolia, purpurea, pallida: non sono la stessa pianta
Le specie più note sono tre, e si distinguono per la parte utilizzata e per il profilo dei principi attivi.
- Echinacea angustifolia — si utilizza la radice (ma anche la pianta intera per la Tintura Madre), ricca di echinacoside e alchilamidi.
- Echinacea purpurea — si impiegano le parti aeree, ricche di acido cicorico e polisaccaridi, ma prive di echinacoside.
- Echinacea pallida — si utilizza la radice, caratterizzata dalla presenza di echinacoside e dall'assenza di alchilamidi.
Perché soffermarsi su Echinacea angustifolia
Queste differenze spiegano perché sia E. angustifolia la specie su cui soffermarsi. Il suo fitocomplesso riunisce infatti molecole dalle azioni complementari di stimolo immunitario e regolazione dell'infiammazione, che la rendono un immunomodulante capace non solo di attivare la risposta, ma anche di orientarla e contenerla.
Quando si usa: prevenzione e fase acuta
Nella prevenzione dei malesseridella stagione fredda
È ben noto il suo impiego nella prevenzione dei malesseri della stagione fredda: può essere associata ad altri rimedi come l'Acerola (Malpighia glabra), fonte naturale di vitamina C, o a un adattogeno come l'Astragalo (Astragalus membranaceus) per il supporto immunitario.
Anche in acuto, con raffreddore e influenza
Non tutti sanno che l'echinacea è una buona alleata anche in acuto, in caso di raffreddore e influenza, per contenere il focus infiammatorio, arginare l'infezione e supportare le difese.
Il prodotto consigliato:
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Per quanto tempo si assume
L'echinacea non è una pianta da assumere in continuo: si lavora per cicli, alternando periodi di assunzione e periodi di sospensione.
Schema d'uso in prevenzione
- Assunzione per 4-8 settimane.
- Finestra terapeutica successiva, che può durare fino a un mese, a seconda dei casi.
- Possibili associazioni: Acerola (Malpighia glabra), fonte naturale di vitamina C, oppure Astragalo (Astragalus membranaceus), adattogeno.
Echinacea: controindicazioni e cautele negli allergici
Per la sicurezza d'uso va considerato il possibile rischio nei soggetti allergici, poiché quella delle Asteraceae, famiglia botanica cui appartiene l'echinacea, è tra quelle a maggiore potenziale allergizzante.
È però importante distinguere: le segnalazioni riguardano soprattutto prodotti a base di parti aeree di E. purpurea, non la radice di E. angustifolia. Inoltre le proteine si estraggono difficilmente nelle miscele acqua-alcol, il che rende poco probabili reazioni crociate anche con estratti delle parti aeree.
La lettura tradizionale attraverso il sapore
Possiamo orientarci anche attraverso una lettura tradizionale di tipo energetico, basata sul sapore: l'echinacea è pungente, quindi mobilizza e attiva. È dunque ragionevole ritenere che possa non essere indicata in un soggetto allergico, già per sua natura tendenzialmente attivato e reattivo, soprattutto per un uso prolungato nel tempo.
Quando serve il parere di un professionista
Richiedono il parere di un professionista esperto anche:
- la gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi;
- l'uso nei bambini, solitamente da evitare prima dei tre anni;
- la presenza di patologie autoimmuni attive o di terapie immunosoppressive, nelle quali è sconsigliato intervenire sul sistema immunitario.
Domande frequenti sull'echinacea
Perché si chiama echinacea?
Il nome deriva dal greco echinos, riccio, e richiama l'aspetto pungente e ruvido del fiore, con le sue brattee appuntite, oltre alla protezione che la tradizione attribuisce alla pianta.
Qual è la differenza tra Echinacea angustifolia e Echinacea purpurea?
Di E. angustifolia si utilizza la radice (e la pianta intera per la Tintura Madre), ricca di echinacoside e alchilamidi. Di E. purpurea si impiegano invece le parti aeree, ricche di acido cicorico e polisaccaridi ma prive di echinacoside. Sono quindi piante con profili di principi attivi diversi.
Che cos'è l'Echinacea pallida?
È la terza specie più nota: se ne utilizza la radice, caratterizzata dalla presenza di echinacoside e dall'assenza di alchilamidi.
Perché l'echinacea è definita immunomodulante e non solo immunostimolante?
Perché il fitocomplesso di E. angustifolia riunisce molecole dalle azioni complementari di stimolo immunitario e di regolazione dell'infiammazione: non si limita ad attivare la risposta immunitaria, ma contribuisce anche a orientarla e a contenerla.
Per quanto tempo si può assumere l'echinacea?
In prevenzione l'assunzione è solitamente consigliata per quattro-otto settimane, seguite da una sospensione che può durare fino a un mese, a seconda dei casi.
L'echinacea si usa solo in prevenzione o anche quando si è già raffreddati?
È utile anche in acuto: in caso di raffreddore e influenza aiuta a contenere il focus infiammatorio, ad arginare l'infezione e a supportare le difese.
Con quali altri rimedi si può associare l'echinacea?
Può essere associata ad altri rimedi di supporto immunitario come l'Acerola (Malpighia glabra), fonte naturale di vitamina C, o a un adattogeno come l'Astragalo (Astragalus membranaceus).
L'echinacea è sicura per chi soffre di allergie?
Va valutata con attenzione, perché le Asteraceae sono tra le famiglie botaniche a maggiore potenziale allergizzante. Le segnalazioni riguardano però soprattutto prodotti a base di parti aeree di E. purpurea e non la radice di E. angustifolia; inoltre le proteine si estraggono difficilmente nelle miscele acqua-alcol, rendendo poco probabili le reazioni crociate. Secondo la lettura energetica tradizionale, il sapore pungente della pianta mobilizza e attiva, quindi può non essere indicata in un soggetto già reattivo, soprattutto per usi prolungati.
Chi dovrebbe consultare un professionista prima di assumerla?
Le donne in gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi, i bambini (l'uso è solitamente da evitare prima dei tre anni) e chi ha patologie autoimmuni attive o è in terapia immunosoppressiva, situazioni in cui è sconsigliato intervenire sul sistema immunitario.
Bibliografia
National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH), Echinacea: Usefulness and Safety. https://www.nccih.nih.gov/health/echinacea
Nota importante. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di patologie, terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, consultare sempre un professionista sanitario qualificato prima di iniziare qualunque integrazione.
