Propoli: difesa naturale della città delle api
Origini e significato del nome
Prodotta dalle api che mescolano resine raccolte da gemme, cortecce e fiori con cera e secrezioni salivari, la propoli sigilla e salvaguarda l’alveare da virus, batteri e funghi. Il nome greco pro-polis, “a difesa della città”, richiama questa funzione protettiva.
La propoli bruna e le sue proprietà
La varietà più diffusa in Europa è quella bruna, ricavata dal pioppo nero e da altre latifoglie. Conosciuta fin dall’antichità, era usata dagli Egizi nella mummificazione, da Ippocrate per ferite e ulcere e dai Romani nelle cure dei soldati. Tra gli anni ’60 e ’80 la ricerca scientifica ha identificato molti composti attivi, tra cui la galangina, tipica della propoli bruna, con attività antibatteriche, anche su ceppi resistenti, antinfiammatorie, antiossidanti, antisettiche, antifungine, specie contro Candida albicans, e, in vitro, antitumorali.
La propoli verde brasiliana e la Baccharis dracunculifolia
Un altro tipo di propoli, particolarmente studiato negli ultimi decenni, è la propoli verde brasiliana prodotta da api che visitano la Baccharis dracunculifolia, un’Asteracea nota come “rosmarino di campo” e usata nella medicina tradizionale come sedativo, cicatrizzante, antisettico e rimedio spirituale nei rituali di guarigione. I suoi composti bioattivi si trasferiscono alla propoli, conferendole proprietà peculiari.
Le ricerche scientifiche e l’artipillina C
È tra il 1980 e ’90 che l’ambiente scientifico comprende che la Baccharis è la fonte della propoli verde grazie agli studi del ricercatore italo-brasiliano Massimo Marcucci, che descrive anche l’artipillina C come composto esclusivo di questa varietà con proprietà antinfiammatorie e antitumorali (in vitro e in vivo), capace di indurre apoptosi e bloccare la replicazione cellulare. Studi recenti ne indicano un potenziale ruolo nel controllo dell’infiammazione, inclusa quella associata al COVID-19, e attività protettive di fegato, sistema nervoso, pelle e intestino.
Differenze tra propoli bruna e verde
Le due varietà di propoli condividono effetti antibatterici, antinfiammatori e antiossidanti, ma la verde ha attività più specifiche e marcate nei casi più complessi. La bruna è indicata per un uso quotidiano e preventivo, anche nei bambini; la verde in caso di infezioni importanti e recidivanti, e in casi di anergia e ipoimmunità.
Dosaggi e precauzioni
Le dosi variano in base al tipo, al formato, alla concentrazione e all’età. In generale, per la bruna si consigliano 300–1000 mg/die per gli adulti e 100–300 mg per bambini sopra i 3 anni. Per la verde, 100–600 mg/die per adulti e 50–150 mg per i bambini. Si consiglia di stemperare in un po’ di miele le soluzioni più viscose. Salvo condizioni di salute particolari, da valutare con un professionista, in generale la propoli va evitata in caso di allergia ai prodotti apistici.
A cura di Deborah Pavanello, Consulente di Naturopatia e Yoga
Bibliografia
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