Rosa Canina L.

Rosa Canina L.


Rosa Canina L.
Rosaceae
Rosa Canina


Lo sapevi che?

Descrizione
Si tratta di un cespuglio spinoso, a volte arbustivo, con foglie alterne e fiori riuniti in corimbi con cinque sepali. La droga è data dal falso frutto (cinorrodonte). Contiene alte concentrazioni di vitamina C, carotenoidi, flavonoidi, sostanze pectiche, zuccheri e acidi (citrico e malico). Ha proprietàvitaminizzanti, astringenti, antinfiammatorie e diuretiche.

Rosa canina: la rosa della stagione invernale

“Senza riguardo per il fascino del suo fiore che scintilla fra i cespugli come una stella in una seta preziosa, impregnato di un aroma fine e discreto, né per la grazia robusta del suo frutto, armoniosamente contornato e rivestito da una scintillante corazza di corallo, i botanici greci, così sensibili alle bellezze della natura, non hanno trovato per designare questa pianta altro termine che quello di kunorodon la cui traduzione è rosa canina”.
(Leclerc, medico fitoterapeuta francese)

Rosa canina… qual è la sua storia?
La leggenda narra che il Dio Bacco, innamorato non corrisposto di una Ninfa, cercando di raggiungerla mentre lei scappava, la fece inciampare in un cespuglio e cadere.
Decise per questo di ringraziare il cespuglio trasformandolo in Rosa: spuntarono, così, dei fiori delicati di colore rosato come le guance della Ninfa.
Seguendo la teoria delle Signature, Plinio il Vecchio sosteneva che la Rosa, grazie alle sue spine simili alle zanne dei cani, potesse essere il giusto rimedio contro la rabbia, riportando di un soldato romano morso da un cane e guarito grazie all’assunzione di un decotto di radici.
Nella nomenclatura ufficiale di Linneo rimane il termine canina per identificare la specie di questa pianta anche se le conoscenze farmacologiche attuali escludono ci sia una reale correlazione tra la cura della rabbia e la Rosa canina.
Popoli diversi attribuirono, nel tempo, alla Rosa canina proprietà differenti, simili tra loro, riconducibili l’una all’altra o completamente diverse.
Per gli Assiri aveva importanti proprietà medicamentose, i medici greci ne consigliavano l’uso come tonico, i Persiani, con alcool, rose e coloranti naturali, producevano un particolare sciroppo chiamato giulebbe e Avicenna (filosofo e medico nell’Islam medievale) curava la tubercolosi con questa pianta.
Durante l’epoca romana l’utilizzo della Rosa canina aveva uno scopo più ornamentale che terapeutico: dopo il bagno, le donne romane si strofinavano con polvere di Rosa, si truccavano le palpebre con l’olio essenziale ricavato dal fiore e per avere un alito sempre gradevole succhiavano caramelle preparate con petali di Rosa, miele e mirra.

Rosa canina…che aspetto ha?
Si tratta senza dubbio della specie di Rosa selvatica più comune in Italia, soprattutto vicino siepi, radure, macchie e boscaglie, preferendo suoli aridi e azotati.
E’ un arbusto di modeste dimensioni con spine rosse e robuste; i fiori, di colore rosato e poco profumati, sono visibili da maggio a settembre.
Inizialmente diffusa nelle zone temperate, la Rosa canina ora si trova anche in regioni con climi molto diversi da quelli originali.

Rosa canina… quali sono le sue proprietà?
Le sue bacche sono considerate delle sorgenti naturali di vitamina C (presente in quantità ben più abbondante che nei comuni agrumi) e sono per questo in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell’organismo. L’introduzione della vitamina C con la dieta è indispensabile poiché si tratta di una vitamina che non può essere sintetizzata direttamente dall’uomo.
Affianco a questo apporto consistente in vitamina C, c’è anche l’azione antiossidante dei bioflavonoidi (composti polifenolici), presenti nella polpa e nella buccia, che agiscono in sinergia con la vitamina C stessa migliorando la circolazione sanguigna.


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